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Corpo a corpo

[…] la strategia che dobbiamo adottare nel nostro corpo a corpo coi dispositivi non può essere semplice. Poichè si tratta di liberare ciò che è stato catturato e separato attraverso i dispositivi per restituirlo a un possibile uso comune. […] La profanazione è il controdispositivo che restituisce all’uso comune ciò che il sacrificio aveva separato. […] Il problema della profanazione dei dispositivi – cioè della restituzione all’uso comune di ciò che è stato catturato e separato in essi – è, per questo, tanto più urgente. Esso non si lascierà porre correttamente se coloro che se ne fanno carico non saranno in grado di intervenire sui processi di soggettivazione non meno che sui dispositivi, per portare alla luce quell’Ingovernabile, che è l’inizio e, insieme, il punto di fuga di ogni politica.

Giorgio Agamben, Che cos’è un dispositivo?, Roma, Nottetempo, 2006, pp. 26, 28, 34-35.

Filed under: drops · gotas

One Response

  1. am says:

    Agamben allarga il concetto di “dispositivo” messo a punto da Foucault a tutti gli strumenti attraverso cui ci interfacciamo con la nostra esistenza – cellulare, tv, pc, automobile, etc.

    Questi strumenti o mezzi stanno precisamente in mezzo tra noi e la nostra possibilità di agire sul mondo che ci circonda interferendo con la nostra potenzialità.

    La strategia della profanazione sembra essere una via ancora percorribile per riappropiarci dei mezzi e del senso del nostro agire. Della nostra presenza al mondo.

    Ogni nostro fare, dunque, dovrebbe tendere a questa profanazione.

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